La fame emotiva è un fenomeno che riguarda molte persone e si manifesta quando il desiderio di mangiare non nasce da un reale bisogno fisiologico, ma dalla necessità di rispondere a un’emozione. A differenza della fame fisica, che si percepisce nel corpo e si sviluppa gradualmente, la fame emotiva ha caratteristiche ben precise che la distinguono.
In questo video scopriamo assieme tutto sulla fame emotiva:
Per distinguere la fame emotiva dalla fame fisica, è fondamentale osservare alcuni segnali caratteristici:
Per ulteriori approfondimenti ti rimando anche al mio articolo: fame fisica e fame emotiva come distinguerle.
La fame emotiva è sempre legata ad emozioni. Non è detto che siano emozioni che noi etichettiamo come “negative” come lo stress o la tristezza. Può manifestarsi anche in situazioni di festa o di gioia, dove il cibo diventa un elemento di conforto o celebrazione.
Può succedere che un comportamento che inizia in risposta a uno stato emotivo diventi un’abitudine; con il tempo il comportamento può diventare automatico, indipendentemente dal trigger emotivo iniziale. L’esempio classico è quando per un periodo rientri da lavoro stressatə e la prima cosa che fai è mangiare, ma prosegui a farlo allo stesso modo anche quando quello stress è scomparso.
Inoltre è importante distinguere la fame emotiva da altre manifestazioni legate al cibo, come la semplice voglia di dolce o il craving, un desiderio irrefrenabile di un determinato alimento.
La fame emotiva può portare ad abbuffate ma tra le due non c’è per forza un collegato automatico. Le abbuffate possono essere oggettive (quando si assumono grandi quantità di cibo in un breve periodo) o soggettive (quando si ha la sensazione di perdita di controllo, anche con quantità modeste di cibo). Talvolta quindi la fame emotiva può portare a quella che consideriamo una perdita di controllo, senza necessariamente portare a vere e proprie abbuffate.
La fame emotiva non va combattuta o repressa, perché è solo un sintomo di un bisogno più profondo. La chiave sta nel riconoscerla e accoglierla con consapevolezza.
Il primo passo è comprendere se il corpo ha realmente bisogno di cibo e quindi distinguerla dalla fame fisica. Poi è fondamentale identificare l’emozione sottostante, perchè questo è l’unico modo per trovare un’alternativa più efficace di rispondere ai tuoi bisogni.
Ad esempio, se ci si accorge di mangiare per noia, il cibo non sarà mai una vera soluzione al problema. In questi casi, esplorare nuove attività o hobby può essere una strategia più efficace per ritrovare il proprio equilibrio. Lo stesso principio vale per tutte le emozioni che ti possono portare a mangiare emotivamente.
Tutto questo ti porta ad instaurare un circolo virtuoso e a sviluppare un nuovo equilibrio tra emozioni e alimentazione.
Comprendere la fame emotiva significa intraprendere un percorso di consapevolezza, e infatti la pratica del mindful eating può essere uno strumento prezioso per iniziare a osservare con curiosità e senza giudizio il tuo rapporto con il cibo. Infatti comprendere la fame emotiva significa intraprendere un percorso di consapevolezza. Iniziare a osservare con curiosità e senza giudizio il tuo rapporto con il cibo permette di instaurare un circolo virtuoso e di sviluppare un nuovo equilibrio tra emozioni e alimentazione.
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